Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio

 

Definizione e origine del nome fuoco di Sant'Antonio

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L’herpes zoster, frequentemente chiamato fuoco di Sant’Antonio (o anche più raramente fiamme di Satana, sfogo di Sant'Antonio e varicella degli adulti), è una malattia infettiva virale, conosciuta sin dall’antichità, che colpisce la cute e le terminazioni nervose. E’ causata dal virus Varicella-Zoster (VZV) che è lo stesso responsabile della varicella infantile.  Anche se i giovani possono essere colpiti dal fuoco di Sant’Antonio, questa malattia si presenta con maggiore frequenza dopo i 40 anni e infatti colpisce generalmente persone adulte e soprattutto gli anziani a differenza della varicella che è una malattia infettiva tipica dei più piccoli.

Ricordiamo che lherpes zoster non va confuso con l’herpes simplex, anche se i due virus che provocano queste malattie appartengono alla stessa famiglia. L’herpes simplex causa l’herpes labiale.

Il nome fuoco di Sant’Antonio deriva dal fatto che in passato si invocava Sant’Antonio per intercedere per la guarigione, essendo il Santo il protettore del fuoco e degli animali. Prima di incominciare a disquisire sull'argomento vogliamo precisare che la consultazione di queste pagine da parte dell'utente non deve sostituirsi mai al parere di un medico.

 

Cause del fuoco di Sant'Antonio

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Essendo una malattia infettiva dovuta alla riattivazione del virus della varicella può colpire tutti quegli individui che hanno avuto la varicella. Dopo la fase acuta e la risoluzione dell'infezione primaria generalmente in un'età compresa da 0 a 14 anni, il virus persiste all'interno del nostro corpo in uno stato di quiescienza rifugiandosi nei nervi. Nel momento in cui il virus per svariate ragioni che andremo ad elencare si riattiva causa la malattia infettiva conosciuta con il nome di fuoco di Sant'Antonio.

Colpendo solo una parte delle persone che hanno avuto la varicella si pensa che tale malattia sia legata ad un indebolimento delle difese immunitarie, ad un'eccessiva esposizione ai raggi del sole, al freddo intenso prolungato o a stress psicologico.

 

Elenchiamo sinteticamente le cause che possono riattivare il virus che provoca l'herpes zoster:

  • Indebolimento generale delle difese immunitarie;

  • Eccessiva esposizione ai raggi solari;

  • Forte stato di stress o depressione;

  • Esposizione prolungata al freddo;

  • Età avanzata;

  • Persone soggette a radioterapia o chemioterapia;

  • AIDS;

  • assunzione prolungata di farmaci corticosteroidei;

  • assunzione prolungata di farmaci immunosoppressori.

 

Fuoco di Sant'Antonio e dolore

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L’herpes zoster si manifesta in modo molto doloroso e fastidioso per chi ne soffre. E’ talmente doloroso che anche il solo sfioramento della parte interessata, per esempio di un lenzuolo, è intollerabile. Ovviamente l'intensità del dolore dipende anche da individuo a individuo e dal differente livello di sopportazione. I pazienti descrivono il dolore (associato anche a prurito e formicolii) pulsante e lancinante, come se fosse procurato da aghi che si conficcano nella pelle. Molto spesso le fitte permangono anche molto tempo dopo la risoluzione dello sfogo cutaneo. Il dolore è accompagnato da febbre, mal di testa, nausea, brividi e spossamento generalizzato.

 

Riattivazione del virus varicella zoster

Quando il corpo umano entra in contatto la prima volta con il virus varicella zoster, il sistema immunitario produce anticorpi che lo attaccano. Tali anticorpi rimangono in circolo in modo tale da impedire una moltiplicazione e riattivazione del virus che si nasconde in stato di quiescienza nei nervi cranici e nel midollo spinale. Nel momento in cui le difese immunitarie del soggetto calano drasticamente il virus si risveglia, si moltiplica provocando i sintomi classici dell'herpes zoster.

 

Epidemiologia dell'herpes zoster

Statistiche dicono che oltre il 90% della popolazione mondiale contrae la varicella e di questi un 15% si ammala di herpes zoster. Solo nel nostro paese, in Italia, si presentano ogni anno circa 150.000 nuovi casi del fuoco di Sant'Antonio. C'è da dire che chi non ha mai sviluppato la varicella non potrà contrarre il fuoco di Sant'Antonio a differenza dei soggetti che invece in gioventù l'hanno contratta. Come specificato il rischio di ammalarsi di herpes zoster anche se moderato esiste per questa categoria, soprattutto in età avanzata.

 

Sintomi del fuoco di Sant'Antonio e fase prodromica

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I sintomi dell'herpes zoster sono chiari ed evidenti. Per effettuare una corretta diagnosi, per il medico è sufficiente un'ispezione visiva dell’area colpita. E se i sintomi non si sono del tutto manifestati ma si è in presenza di sintomi iniziali sospetti è comunque possibile ricorrere ad alcuni esami di laboratorio.

Prima della comparsa vera e propria della malattia possono aversi febbre, brividi, mal di testa e mal di stomaco. E' la cosiddetta fase prodromica caratterizzata da alcuni specifici sintomi come arrossamento cutaneo, prurito, intorpidimento dell'area in futuro interessata dalla comparsa delle bollicine. La fase prodromica appare da circa 2 o 3 giorni prima della comparsa delle macchie rosse fino anche a circa 2 settimane prima.

 

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In seguito, il fuoco di Sant'Antonio si manifesta con la comparsa di numerosi puntini rossi (macchie rosse) che diventano vescicole piene di liquido purulento simili alle lesioni che si hanno nella varicella. Le vescicole continuano a formarsi per 3 o massimo 5 giorni fino ad evolvere in pustole purulente per poi seccarsi entro 7 o 10 giorni fino a quando si trasformano completamente in croste.

 

Elenchiamo sinteticamente i sintomi della fase prodromica dell'herpes zoster che spesso persistono anche nella fase acuta della malattia:

  • Spossatezza;

  • Dolori articolari generalizzati;

  • Emicrania;

  • Febbre;

  • Mal di stomaco e nausea;

  • Difficoltà a distinguere i sapori;

  • Perdita sensibile dell'udito;

  • Aumento di volume dei linfonodi;

  • Arrossamento cutaneo;

  • Prurito;

  • Intorpidimento dell'area in futuro interessata dalla comparsa delle bollicine.

 

Sintomi della fase acuta dell'herpes zoster:

  • Comparsa di macchie rosse che evolvono in vescicole purulente;

  • Forte dolore proveniente dall'area interessata dalle vescicole;

  • Forte prurito;

  • Forte bruciore;

  • Molti dei sintomi della fase prodromica.

 

Croste e cicatrici fuoco di Sant'Antonio

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In un tempo variabile da 7 a 10 giorni dalla comparsa delle vescicole, queste ultime si essiccano trasformandosi in croste. Le croste si desquamano spontaneamente nella successiva settimana, massimo 10 giorni. In un arco temporale variabile da 15 giorni ad un mese la pelle ritorna alle condizioni normali pre fuoco di Sant'antonio. In alcuni casi possono rimanere delle cicatrici e una pigmentazione diversa della cute nell'area interessata dalla malattia.

 

Dove si formano le vescicole del fuoco di Sant'Antonio

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Dove compaiono le vescicole o bolle? Questo avviene solo su una parte del corpo lungo i nervi sensitivi colpiti dal virus e normalmente sul torace lungo le costole, sulla schiena e più raramente sul viso, su un braccio o su una gamba. Le pustole bollose a forma di grappolo sono accompagnate da un dolore molto intenso e da forti bruciori e prurito.

Le bollicine contengono prima un liquido limpido che diventa poi purulento. Dopo qualche giorno dalla comparsa delle vescicole queste si rompono e ciò sta ad indicare il periodo di maggiore contagiosità della malattia. Dopo 6 o 7 giorni le lesioni si seccano e questo coincide con la formazione delle croste.

Solitamente nel 60% dei casi l'area interessata è localizzata nella vicinanza delle costole. Le vesciche compaiono lungo il decorso del ramo nervoso nel quale i virus dell'herpes zoster si sono nascosti. Se il virus si rifugia lungo il nervo trigemino le vescicole appaiono in viso, in vicinanza della bocca, della lingua o dell'occhio. Tale patologia statisticamente si verifica nel 15% dei casi ed è denominata zoster oftalmico.

 

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Nel caso in cui le vescicole interessino l'area interna ed esterna delle orecchie si parla di sindrome di Ramsay Hunt, patologia caratterizzata da questi sintomi:

  • Perdita sensibile delle facoltà uditive;

  • Vertigini;

  • Paralisi facciale con problematiche connesse a funzioni base come il parlare ed il mangiare;

  • Comparsa di vescicole all'interno ed all'esterno delle orecchie.

 

Fuoco di Sant'Antonio e contagio

Può colpire in tutte le età ed è molto contagiosa per le persone che non hanno avuto la varicella. Infatti un soggetto colpito dall’herpes zoster può contagiare soltanto una persona che non ha avuto la varicella mentre non si può trasmettere ai soggetti colpiti in passato da varicella. Nel caso di contagio, un individuo che non ha mai contratto l'infezione primaria, svilupperà non il fuoco di Sant'Antonio, bensì la varicella. Purtroppo il virus può riattivarsi anche per una seconda volta.

Il picco della contagiosità si ha nel momento della formazione delle vescicole purulente, soprattutto quando si rompono e il pus fuoriesce. Il paziente non può più contagiare quando quando le bollicine si sono seccate e si sono formate le crosticine.

 

Durata del fuoco di Sant'Antonio

Quanto dura il fuoco di Sant'Antonio? Ha un decorso variabile dai 10 giorni a un mese. Normalmente le difese immunitarie in un arco di tempo che va da 3 settimane a 5 riesce a sconfiggere il virus dell'herpes zoster e ad evitare che si moltiplichi. La sintomatologia del fuoco di Sant'Antonio nella maggior parte dei casi scompare del tutto, il dolore si attenua fino a spegnersi totalmente, le croste si desquamano, la cute torna integra.

 

Decorso del fuoco di Sant'Antonio schematizzato:

  1. Fase prodromica: da 2,3 giorni fino a 2 settimane

  2. Comparsa delle macchie rosse che diventano vescicole purulente: dai 3 ai 5 giorni;

  3. Essiccamento e formazione delle croste: dai 7 ai 10 giorni;

 

Complicanze

In molti casi la guarigione è completa mentre in pochi altri casi la malattia cronicizza sfociando nella nevralgia post-erpetica. La complicazione provoca dolore persistente per settimane o mesi o addirittura anni dalla comparsa delle lesioni cutanee. Gli anziani sono i soggetti più colpiti da questa complicanza. Per pazienti con sistema immunitario compromesso altre problematiche connesse con il fuoco di Sant'Antonio sono: infezioni polmonari, meningiti, mielite. Se non curata a dovere, l'herpes zoster oftalmico può portare alla cecità. Recenti studi scientifici hanno messo in relazione con la patologia anche un aumento del rischio ictus del +30%c.a. nell'anno successivo all'infezione.

 

Precauzioni per evitare il contagio, prevenzione

Essendo l’herpes zoster un’infiammazione virale occorre evitare di toccare con le mani nude le zone interessate dallo sfogo cutaneo e gli indumenti e gli asciugamani dei malati. Una volta che tutte le lesioni si sono essiccate e si è formata la crosta, si smette di trasmettere il virus.

Per evitare invece di riattivare il virus dormiente bisognerebbe cercare di evitare che si abbassino le difese immunitarie del nostro corpo e nel caso succeda correre subito ai ripari. Una vita sana, una dieta equilibrata ed essere ottimisti sicuramente diminuisce il rischio di ammalarsi.

 

Cura dell’herpes zoster

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Per molti soggetti la guarigione è spontanea e limitata ad un solo episodio. Anche se spesso la guarigione è completa nel giro di una decina di giorni, due settimane, è possibile ridurre la sintomatologia e le complicazioni tramite una terapia antivirale prescritta dal proprio medico curante. 

Va precisato che il trattamento con farmaci antivirali come aciclovir, valaciclovir e famciclovir va iniziato entro e non oltre le 72 ore dalla manifestazione dei primi sintomi. L’utilizzo dei farmaci serve ad evitare anche il rischio della più problematica complicazione dell’Herpes Zoster che è la nevralgia post-erpica.

Il forte dolore provocato dalle vesciche può essere ridotto utilizzando farmaci antinfiammatori e analgesici.

E’ buona norma anche mantenere coperta e asciutta la pelle interessata da eritemi e vescichette proteggendola con garze sterili (bendaggio morbido) in modo da evitare il contatto con gli indumenti e per fare in modo che non sopraggiungano altre infezioni batteriche.

Chi sviluppa la nevralgia post-erpica viene solitamente trattato con farmaci antidepressivi, antiepilettici, oppioidi, neurolettici e agenti topici.

Ricordarsi che è sempre bene consultare il proprio medico curante prima di assumere farmaci per curare l’herpes zoster.

 

Foto fuoco di Sant'Antonio

In questo paragrafo vi proponiamo alcune immagini significative di soggetti colpiti da herpes zoster.

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Vaccino fuoco di Sant'Antonio

Ci si può vaccinare contro il fuoco di Sant'Antonio? Ebbene si.

Il vaccino, di nome Zostavak, è consigliato soprattutto a chi è soggetto a recidive della patologia, ad anziani, nonchè a chi è a contatto per lavoro o per altri motivi a soggetti colpiti dal virus. Uno studio scientifico ha verificato che il vaccino Zostavak ha diminuito l'incidenza dell'herpes zoster in pazienti al di sopra di 60 anni (studio condotto su 38.000 soggetti) del 50%.

 

Dieta per il fuoco di Sant'antonio, cosa mangiare, cosa evitare

Come anticipato non esiste una cura vera e propria per l'herpes zoster, ma farmaci che possono alleviare i sintomi della malattia. Stesso discorso può essere fatto per l'alimentazione ed una dieta specifica con la quale ottenere dal nostro corpo la migliore reazione possibile al fuoco di Sant'Antonio.

 

Sono 4 gli elementi nutrizionali più importanti che agiscono rinforzando le nostre difese ed il nostro sistema immunitario che contrastano l'azione del virus: Vitamine, zinco, isoflavoni, probiotici.

 

  1. vitamine-fuoco-di-santantonioVitamine: la vitamina C è la molecola più utile nel contrastare le infezioni di tipo virale e quindi anche l'herpes zoster. Sarà dunque utile mangiare frutta, verdure e ortaggi che contengono vitamina C in alta concentrazione come arance, limoni, kiwi, peperone e peperoncino, mele, lattuga, broccoli, cavolfiore, prezzemolo, guaiave, timo, papaya, fragole. La vitamina D rafforza il sistema immunitario e allora via libera a pesce, tuorlo d'uovo e perchè no alla tintarella in quanto con i raggi UV del sole il nostro organismo la sintetizza. Anche la vitamina A e E sono potenti antiossidanti che combattono i radicali liberi. Alimenti ricchi di vitamina A sono le carote, le albicocche ed il melone. La vitamine E è presente nell'olio di oliva e nelle olive, nel germe di grano, olio di mais, nocciole, semi di girasole, arachidi e uova;

  2. zinco-fuoco-di-santantonioZinco: lo zinco è efficace nell'accelerare il processo di guarigione dal fuoco di Sant'Antonio. Sono ricchi di zinco alimenti come il fegato, le carni rosse, il latte, molti molluschi come ad esempio le ostriche;

  3. dieta-fuoco-di-santantonio-herpes-zosterIsoflavoni: principi nutritivi di origine vegetale svolgono egregiamente la funzione di antiossidanti nonchè rafforzano il sistema immunitario. Sono principalmente contenuti nella soia, nella frutta e negli ortaggi;

  4. alimentazione-fuoco-di-santantonioProbiotici: poichè il buon funzionamento del sistema immunitario è correlato ad una "buona" flora batterica intestinale è consigliato consumare cibi come yogurt, miso, crauti, cetriolini, kefir, nonchè integratori di fermenti lattici vivi che contengano lactobacilli, bifidobacteria e eubacteria.

 

Rimedi naturali per l’herpes zoster

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In questo paragrafo vi proponiamo un elenco di rimedi della nonna che sono più o meno efficaci nell'alleviare alcune sintomatologie del fuoco di Sant'Antonio.

 

  1. Uno dei rimedi naturali per l’herpes zoster è l’uso di impacchi caldi e freddi e l’applicazione di una pomata a base di capseicina (molecola attiva del peperoncino piccante) che ha effetti antidolorifici. La crema va spalmata sulle pustole non ancora esplose;

  2. Altro rimedio naturale per ridurre il dolore è la corteccia di salice disponibile in capsule o in bustine per infusione;

  3. Sempre dopo aver consultato il medico curante è possibile migliorare il sistema immunitario con la tintura di echinacea prendendo 30-40 gocce in un bicchiere al giorno preferibilmente lontano dai pasti;

  4. Una cosa che va caldamente consigliata al malato è il riposo;

  5. Altro rimedio naturale è l’olio essenziale di niaouli. Applicando 2 gocce di olio direttamente sulla zona dolorante per 4-6 volte al giorno si avrà un benefico effetto;

  6. Continuando a parlare di rimedi naturali altro rimedio è l’agopuntura. L’agopuntore è in grado di mettere gli aghi in punti strategici che allevieranno il dolore provocato dall’herpes zoster;

  7. Si possono utilizzare anche rimedi omeopatici che vanno somministrati in modo diverso a seconda della salute del paziente.

 

Herpes zoster nei bambini, la varicella

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Anche nei bambini la malattia si manifesta inizialmente con malessere generale, febbre e  dolore lungo il nervo cranico spinale. Dopo pochi giorni compaiono puntini rossi sulla pelle e ingrossamento dei linfonodi circostanti la zona interessata.

I puntini rossi diventano vescicole che si aprono e dopo 5-10 giorni appariranno delle croste che poi cadranno spontaneamente. Da tener presente che i sintomi dell’infezione nei bambini  sono meno accentuati che nell’adulto essendo le lesioni non o poco dolorose, ma con prurito e mal di testa.

Nei bambini il decorso è più veloce e dura 1-3 settimane ed essendo il decorso più lieve e benigno non tutti i pediatri ritengono necessario il trattamento nei bambini. Mentre nell’adulto il prurito è fortissimo, nel bambino è assai attenuato e sopportabile. Tuttavia se l’eruzione è assai dolorosa e pruriginosa occorre interpellare subito il pediatra. Lo stesso vale se le pustole hanno collocazione vicino agli occhi o se sembra che le bolle si siano infettate (presenza di arrossamento e di pus). Se dopo un paio di settimane la malattia non passa occorre interpellare il pediatra.

Sia ben chiaro che non devono essere somministrate medicine se non sotto richiesta del medico.

Il bambino malato può lavarsi preferendo la doccia al bagno.

Nel caso in cui un bambino in età scolare abbia contratto la varicella è buona norma tenerlo a casa sino a quando tutte le lesioni si saranno trasformate in croste.

 

Fuoco di Sant'Antonio e donne in gravidanza

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E’ buona norma non far entrare in contatto il soggetto malato di Herpes Zoster con donne in stato di gravidanza soprattutto se la gravidanza è a termine o nei primi tre mesi.

Infatti  anche se le donne in gravidanza hanno già contratto in età giovanile la varicella, nelle prime 20 settimane di gravidanza si ha il 2% di possibilità di infettare il feto se si è a contatto con un malato di herpes zoster. Il contagio avviene per via aerea e per via mano-bocca. Il periodo di incubazione può andare dai 7 ai 28 giorni con una media che si avvicina più ai 14 giorni.